My Daily Travel to Milan: la falsa monotonia di un viaggio sempre diverso.

Everyday my travel to Milan by train is different.
Everyday I can live different situations and each of these situation can turn my day in happier day or turn my day in the worst fucking day of my life.

La mia vita ogni giorno vive un piccolo viaggio. Anzi due. Andata e Ritorno.
Bergamo-Milano/Milano-Bergamo.
Ebbene sì: faccio parte di quelle migliaia, anzi milioni, di persone che tutte le mattine prendono un treno per spostarsi nella città dove lavorano o studiano. Ma ammorbarvi con dati sui viaggiatori pendolari in Italia, sulle condizioni igieniche dei treni, sul caro biglietto o, perché no, i continui disservizi non è il mio obiettivo.Oggi ho piuttosto voglia di raccontarVi dell’aspetto sociale ed umano della vita del pendolare. Anzi per essere più corretti: della visione della mia vita da pendolare.
Ormai sono 3 anni che tutte le mattine alla stessa ora prendo lo stesso treno e noto gli stessi volti trascinarsi ancora assonnati alla ricerca di un sedile libero che puntualmente non c’è. Pronti via si parte.
Ecco, qui arriva il bello: cala il silenzio, si ode solo qualche brusio, raramente qualcuno che parla ignaro della situazione che si sta per palesare.
Il vagone all’improvviso si trasforma in una piccola grande scatola che contiene un puzzle e i passeggeri sono dei piccoli grandi tasselli così vicini, stipati eppure a volte così lontani.
Si a volte così lontani perché non tutti si conoscono in un vagone sul treno, l’unica cosa che abbiamo in comune in modo certo ed assoluto è di essere in quel momento dei viaggiatori. Solo questo ci accomuna.
Chiunque leggendo queste righe affermerebbe che tutti i giorni vivo il solito noioso e monotono viaggio per raggiungere l’università a Milano.

Ma non è così.

Tutti i giorni il viaggio è diverso!
Basti pensare al nostro vicino sul sedile: nel viaggio d’andata può essere un uomo, nel viaggio di ritorno può essere una donna o, se sei fortunato come me, puoi essere da solo e sederti comodo quasi come se fossi sul divano di casa tua.
Il tuo vicino di posto può fare la differenza: puoi incontrare una persona rumorosa mentre tu sei esausto e vorresti solo dormire, una persona che si muove mentre tu stai leggendo o, cosa ben più probabile, la solita cricca di donne che starnazza rincasando dal lavoro.
Questi sono dettagli incredibilmente piccoli quanto di valore non quantificabile.
Eh si.
Questa sfaccettatura l’ho notata proprio stamattina e ne sono rimasto incantato.
Oggi non ho preso il treno al solito orario per fare ritorno a casa.
Stavo leggendo il mio caro ed adorato libro di semiotica, l’argomento del capitolo erano le emozioni come guida e fulcro di un romanzo. Le tematiche dei miei studi tuttavia non hanno rilevanza.
Anche oggi ho avuto modo di sperimentare un viaggio diverso: mentre leggevo attentamente il mio libro notavo quel fastidioso chiaccherare di sottofondo.
Shock!
Non ero sotto shock perché la gente parlasse ma perché tra tutti i presenti ero io quello sbagliato, tutti stavano parlando tranne me.
Ho cercato di abbandonare quel vagone per cercare silenzio e concentrazione.
Arrivato quasi sull’uscio della carrozza però decisi di riprendere posto e ascoltare.
Si, volevo ascoltare cosa avessero tutti quegli sconosciuti da dirsi, erano sconosciuti certamente: li avevo sentiti approcciare con i discorsi più assurdi.
Parlavano di cosa era stato trasmesso ieri sera in TV, di cosa era stato pubblicato sul giornale, delle ragazze di università diverse si domandavano che facoltà frequentassero.
E poi c’ero io, sul mio sedile, appositamente da solo ad ascoltarli, quasi con la voglia di interagire con loro ma talmente incantato che mi sentivo quasi un maniaco mentre osserva la sua vittima.
Ripresi il libro di semiotica, lo poggia sopra il mio zaino che reggevo sulle ginocchia e ripresi a leggere.
Leggevo, o forse ad essere sincero ci provavo ma non riuscivo.
Azzerai il mio livello d’attenzione e li ascoltai parlare fino a quando non giungemmo a destinazione.
Arrivati a Bergamo si salutarono tutti come se fossero amici da sempre eppure si erano incontrati pochi attimi prima.
Tra un misto di delusione e felicità per non aver fatto parte di questa piccola realtà ma di averne almeno fatto quasi parte, sono sceso e tornato a casa.

Anche oggi un altro viaggio, un viaggio diverso, senza monotonia.

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