Fears and Complexs: how they can destroy your life

In this chapter of my blog I want to speak about fears and complex. Fears can stop your body and turn off your mind everytime they win againts yourself, Complex consist in that feeling of unavaibility to do something or to reach a goal.

Tutti i giorni conviviamo con paure e complessi. Sono sensazioni quanto mai personali e che si manifestano in modo diverso in ognuno di noi.

Discutendo con le persone che mi stanno accanto tutti i giorni non ho mai voluto parlare di queste cose. Questa mia paura, appunto, di aprirmi con gli altri sui miei problemi mi ha contraddistinto fin da ragazzino, forse per il complesso che vivo ogni volta che devo essere giudicato. Scrivere di queste mie paure e questi miei complessi forse mi aiuterà a superarli o forse no ma, a questo punto, tanto vale provarci. Approfitto di questo mio momento di nervosismo per raccontarvi quello che, secondo me, è la fonte delle mie paure e dei miei complessi.

Sono sempre stato un ragazzo solare, disponibile e aperto verso gli altri. Fino al giorno in cui ho perso mio papà, li ho la certezza che è iniziata la mia chiusura. Non cito questo episodio per farmi compatire, sia chiaro, perché non ne ho bisogno: è solo per essere esaustivo e preciso. Tornando alla mia chiusura: si, a proprio quell’episodio collego la mia chiusura. Una chiusura di tipo particolare. Ho chiuso la porta alle emozioni. Se per tanti di voi, ad esempio, è normale piangere in presenza di altri quando soffrite… beh io da quel giorno non lo faccio più, ho il complesso di essere giudicato come un debole, come un ragazzo sensibile quando in realtà ho sempre costruito la mia immagine sulla mia figura solida e rocciosa, a tratti insensibile. A volte mi capita di essere sul punto di esplodere ma la vergogna mi porta ad aspettare di essere solo per piangere.

E poi c’è la mia paura di esibirmi in pubblico. Vi sembrerà assurdo: sto raccontando le mie paure ad un fantomatico mio pubblico eppure ne ho paura. Tutto questo lo collego ancora una volta alla paura di essere giudicato. Attenuo questa paura con il monitor e la tastiera del mio personal computer che mi fanno da scudo.

Infine vi racconto la mia più grande paura e il mio più grande complesso ovvero quella sensazione di non sentirsi all’altezza. Ho scelto deliberatamente di tenere per ultima questa paura perché è quella più forte e quella che mi ha segnato per la maggiore. Tutto è iniziato con le scuole medie. Ero appena uscito dai confini del mio paesello, compagni nuovi, una realtà nuova. Non ho mai avuto problemi di profitto a scuola ma confrontarmi con le delusioni e gli insuccessi scolastici fuori dall’orticello di casa mia mi toglieva certezze poco a poco. Alle scuole elementari ero ben voluto da tutti, vincevo sempre le fantastiche gare a chi finiva gli esercizi prima durante le lezioni. Qui no. Ero uno come tanti! Tristissima situazione per chi come me è sempre stato abituato ad eccellere. Gli anni sono poi passati e sono arrivate le superiori. Una serie di vicissitudini in famiglia mi portano in un piccolo e sperduto paesino nel Varesotto al confine con la Svizzera. Quel paesino si chiamava Clivio. Nuova casa, nuovi compagni, nuova scuola e nuovo capitolo della mia vita. La paura per tutte quelle novità mi ha portato spesso a chiedermi se sarei mai stato all’altezza di questa situazione. E’ stato difficile ambientarsi, i miei compagni erano tutti benestanti e tante cose che per loro erano normali per me erano eccezioni. Con il tempo ho imparato a farmi forte e poi ho vinto: erano loro che si volevano sentire alla mia altezza. Volarono anche quei 5 anni e mi diplomai: 93/100. Ero realizzato.

Tre anni fa mi iscrissi in università. Milano era l’orizzonte di una nuova avventura. Tutte le mattine sveglia presto, solito treno e quella metropolitana sempre pienissima. Pienissima come la città di Milano, la città dove non ti guarda in faccia a nessuno. In università sostengo gli esami e il primo anno va quasi tutto liscio e conosco Chiara, la mia attuale fidanzata. Il secondo anno, ovvero l’anno scorso, mi si è riproposta innanzi la paura di non sentirmi all’altezza. Succedeva nei momenti più duri: gli esami. Non parlavo, mi bloccavo, dimenticavo cose che avevo studiato per mesi. Un disastro. I professori diventarono così incubi insuperabili. Iniziavo a meditare di mollare tutto, i fallimenti negli esami della sessione estiva mi convissero che era giunto il momento di cambiare strada.

La strada poi l’ho cambiata. Mi sono iscritto al primo anno del corso in “Comunicazione, Media e Pubblicità” sempre presso lo IULM di Milano. Sono ora felicissimo e super motivato nei miei progetti. Penso di averla superata questa paura di non essere all’altezza ma alle volte penso di non essere abbastanza forte e torno al punto di partenza: a quel giorno in cui mi chiusi in me stesso per difesa la prima volta per combattere la paura.Da questa esperienza ho imparato di essere un omino sotto una campana di vetro che potrà rompersi solo se mi crederò superiore ai miei timori.

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4 thoughts on “Fears and Complexs: how they can destroy your life

  1. Mi sembra di leggere me stesso. Papà ancora ce l’ho per fortuna, ma ancora porto le stesse paure e non riesco a superarle, ho sempre paura di fallire perchè non in grado. E fidati, un conto è a scuola o all’università, ben peggio se questo terrore ti assale durante un colloquio di lavoro.

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