Cinema: the power of images’storytelling

Dalla sua nascita il cinema ha sempre perseguito la sua volontà di raccontare il mondo attraverso l’utilizzo delle immagini. 

Una missione inseguita fin dal 1885 quando, con l’invenzione della pellicola da parte dell’americano George Eastman, si iniziava a progettare la cattura del tempo sottraendolo al suo naturale corso… imprimere un ricordo, creare una memoria vitae: questa era l’ambizione che ha dato vita all’invenzione del fotografo statunitense. 

Il vero punto di non-ritorno risale però al 1895 quando i fratelli Lumiere brevvettarono il Cinematografo. L’invenzione dei due francesi inaugurò la stagione del cinema con la prima proiezione di immagini in rapida successione all’interno di una sala dove si riuniva un pubblico di paganti: è qui la svolta, i parigini di allora rimasero sotto shock.

Ebbe inizio tutto da una sequenza che mostrava un treno durante la manovra d’ingresso in stazione… una scena più che banale per il pubblico odierno eppure quella scena sconvolse per sempre la società europea prima e mondiale poi. Lo stupore dato da quel movimento iconico fu precursore al futuro incanto che l’evoluzione dell’artificio cinematografico portò il mondo ad essere rappresentato in uno numero sempre maggiore di sale rendendo labili i confini tra nazioni, paesaggi, idee ed ideali. 

Oggi il cinema sta perdendo la sua funzione di chiamata al raduno in luogo di un surclassamento dato dai media che, attraverso il web e lo streaming, stanno assorbendo il pubblico mettendo a disposizione la possibilità di godersi un film sul divano di casa propria o davanti allo schermo del proprio PC. Il mondo della cinematografia sta accettando questa evoluzione: il cinema sta vertendo sempre più ad essere un mezzo per pochi e con questa affermazione, per rendere giustizia al vero e per fugare ogni equivoco, non intendo in termini economici ma in termini di maggiore qualità d’esperienza. 

La qualità dell’esperienza cinematografica oggi è sempre più votata alla sublimazione dell’estetica dell’immagine, dell’erotismo visivo nel assistere ad un continuo susseguirsi di inquadrature prospettiche e effetti speciali. 

Personalmente non mi posso schierare con i frequentatori incalliti dei cinema ma non posso negare l’emozioni provate nel vedere un determinato film al cinema. Ecco, io mi qualifico come un frequentatore occasionale che ogni volta che vuole vedere un film particolare non rinuncia al magico tris: poltrona VIP (rigorosamente non pagata come ogni italiano che si rispetti), barattolo di pop corn e coca-cola. 

CHE LO SPETTACOLO INIZI!

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