“Vado ad ascoltare i Guns e torno” 

Torni a casa, disfi il borsone, ti siedi sul letto stremato e ripensi un po’ a tutto, il primo pensiero è: “È stato breve ma intenso!”.

Parto martedi sera da Milano, sono stanco ancora prima di partire: chi me le fa fare 7 ore di viaggio seduto su un autobus? Vabbè ne vale la pena: sono mesi che aspetto il concerto dei Guns e che non vedo mia sorella. Si parte!

Il viaggio è meno traumatico di quel che penso grazie alla mia capacità di addormentarmi praticamente ovunque alla velocità della luce: se non fossi stato svegliato per i controlli doganali avrei fatto una tirata unica (non come quelle di lapo). 

Nella primissima mattinata di mercoledi arrivo a Monaco: fa caldo, caldissimo, mia sorella non è venuta a prendermi e i pochi a cui provo a chiedere informazioni non spiaccicano mezza parole d’inglese. Alè, #maiunagioia! 

Poi la signorina si decide ad arrivare: “Buon compleanno bela crapa de porsel”! Ebbene si sono già 26 per lei, come passa il tempo: per fortuna io sono ancora teenager, almeno nello spirito 😂

Neanche il tempo di scendere da un autobus che dobbiamo prenderne un altro: Hannover e i Guns ‘n Roses ci aspettano… anche altre 10 ore di autobus ma quelli sono dettagli 😓

Il viaggio non passa più: caldo-freddo freddo-caldo, pullman strapieno, gente che urla, gente che russa, gente che spera (ahahah no). Alle 19 si arriva ad Hannover. 

Usciamo dalla stazione e subito mi parte l’amarcord: i mondiali 2006, la prima partita dell’Italia, il gol di Vincenzone Iaquinta. Pelle d’oca! 

Vabbè andiamo in ostello (perchè si viaggia poveri) a lasciare i bagagli, doccia e si esce: urge una birra, ‘na bira fresca (e metter qualcosa sotto i denti)! 🍺

Vabbè si torna a casa: la terza età si fa sentire 👌

È giovedi, il giorno del concerto: ci sbattono fuori dalla bettola alle 11 e allora ci mettiamo a girovagare per tirare sera. Non male Hannover come città…

E che posto pazzesco gli Herrenhausen Garten 👏😍

Finalmente arriva sera, cena da arresto immediato: roast-beef al sangue che in verità ci viene servito cotto e spremuta d’arancia servita con ghiaccio. Certi colpi bassi a mamma Italia ti segnano 😓🔫

Ore 19 arriviamo al fiera di Hannover, sede del concerto: gente a fiumi come previsto e un simpatico temporale sopra la testa. Entriamo, inizia il diluvio e sale un po’ lo sconforto ma non ci perdiamo d’animo: compriamo due magliette per non fare i diversi e nel frattempo (và che culo) smette di piovere.

Didascalia: “essere fotogenici”

Inizia il concerto, ‘na bomba da subito se non fosse che di bomba ne arriva un’altra dopo 15 minuti: mai presa cosi tanta pioggia in vita mia. Concerto sospeso un’ora e mezza. Poi riprende, una meraviglia, noi gasatissimi: serata spettacolare.

Finito il concerto torniamo a raccogliere i bagagli lasciati alla reception della bettola e ci dirigiamo in stazione: alle 3 ci aspetta l’autobus per tornare a Monaco. Sembrava un viaggio di ritorno tranquillo… ore 6, poco fuori Lipsia sale sul bus una mandria di energumeni vestiti da marinai che inizia a cantare e a mettere musica di dubbio gusto a tutto volume: non ho avuto la forza di protestare ma fanculo voi e il vostro addio al celibato a Praga 😂

Colazione da barboni a Lipsia e si riparte per Monaco: il collasso non appena sfiorato il sedile ha accompagnato solo. 

Il pomeriggio, giunti a Monaco, dopo una celere ripresa si esce per una birretta e per aspettare sera e la mia partenza per l’Italia.

È stato un tour de force ma ne è valsa la pena! 

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